MICHELANGELO GALLIANI

MICHELANGELO GALLIANI

Buonanno Arte Contemporanea

Michelangelo Galliani è nato nel 1975 a Montecchio Emilia, Reggio Emilia. Inizia a lavorare come scultore molto giovane. Frequenta prima l'Istituto d'Arte Paolo Toschi di Parma con indirizzo Scenotecnica, si specializza poi all'Istituto per l'Arte ed il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze e si diploma infine all'Accademia di Belle Arti di Carrara con indirizzo Scultura. Attualmente, oltre al suo lavoro di scultore, è titolare della cattedra di Tecniche del Marmo e delle Pietre dure presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino. Il suo lavoro è rappresentato in Italia e nel mondo dalla Galleria Continicontemporary di Londra.

 

INFO:

Patrizia Buonanno

Buonanno Arte Contemporanea
Via Marchetti, 17 38122 – Trento
T/F +39 0461.262534
M +39 333.9133314

buonannoac@virgilio.it
www.buonannoac.com
Su appuntamento

 

 

Novità:

Michelangelo Galliani con una mostra al Palazzo della Provincia autonoma di Trento

Il Festival della Famiglia incontra l'arte

Sabato 30 novembre 2019 alle ore 11.00, presso l'Atrio Dogana del Palazzo provinciale di piazza Dante di Trento, è stata inaugurata la mostra che ha arricchito l'ottava edizione della kermesse.

Si trattava di “I racconti della sera", dell'artista Michelangelo Galliani.

Dopo la cerimonia di apertura, che ha visto la presentazione del Direttore del giornale L'Adige, Alberto Faustini, l'esposizione è stata aperta al pubblico ad ingresso libero da lunedì 2 a sabato 7 dicembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00, altri orari su appuntamento.
Sono state in mostra alcune sculture anche di grandi dimensioni che l'artista ha realizzato in questi ultimi anni. Una nota autobiografica dell'autore si coniuga con le tematiche promosse dall’Agenzia Provinciale per la Famiglia in tema di denatalità: emergenza demografica, culturale ed economica.

“Ora chiudo il mio studio, il marmo potrà riposare, almeno per stasera e io con lui. Anche domani troverò sui miei tavoli da lavoro frammenti, parti di corpi che compongono figure di una memoria così lontana ma anche così vicina. Una idea di vita di maternità e paternità che attraversa la storia tra vicende raccontate in brani di autentica bellezza e candore marmoreo. Ricordo il tentativo di ricongiungere quei corpi, mutilati dal tempo che emergono dalla memoria di un bambino che ha passato il suo tempo tra loro.
Chiudo gli occhi, davanti ai miei occhi scorrono madri padri figli, ora dipinti ora scolpiti, distrutti, ricongiunti. Finalmente ricongiunti”.